PILLOLE DI IMPRESA - La proprietà industriale

"Lo sviluppo progressivo dell’uomo è direttamente legato all’invenzione. Essa è il prodotto più importante della sua mente creativa. Il suo scopo è il dominio completo della mente sul mondo materiale, l’imbrigliamento delle forze della natura per le necessità umane"
                                                                                                                                                                          NIKOLA TESLA

Le ultime statistiche comprovano che le PMI titolari di brevetti hanno una redditività superiore del 15% rispetto ai competitor che ne sono privi.

Cos’è la proprietà industriale e perché è una ricchezza per l’impresa?La legge tutela l’invenzione attraverso il diritto di autore o copyright, e grazie alla normativa sulla proprietà industriale. Nel primo caso si protegge l’opera di ingegno in sé ed il suo autore, nel secondo invenzioni suscettibili di applicazione industriale.

Possono essere oggetto di tutela e quindi depositati e registrati:

MARCHI E SEGNI DISTINTIVI: si tratta del primo passo per creare una precisa brand strategy per la propria impresa, al fine di differenziare e caratterizzare sul mercato i propri prodotti, ma anche creare una identità specifica che deve essere protetta nel tempo.

INVENZIONI: affinché un’invenzione possa essere brevettata e quindi godere della tutela relativa, deve essere un’idea nuova per la soluzione di un problema tecnico e suscettibile di applicazione industriale, sia come invenzione-prodotto che come invenzione-procedimento o invenzione-uso.


MODELLI DI UTILITA’: si tratta di una nuova conformazione di un macchinario o di un prodotto che gli faccia acquisire una particolare utilità. Affinché il modello di utilità sia brevettabile è necessario che rispecchi i requisiti di novità, attività inventiva e applicazione industriale.

DISEGNI E MODELLI ORNAMENTALI: anche il design può essere protetto da brevetto, in relazione al particolare aspetto di un prodotto o di una sua parte, che risulta dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, dei materiali.

Particolare attualità specialmente per le startup innovative tecnologiche assume il brevetto del software. In base alle regole generali il software è brevettabile qualora sia caratterizzato da novità ed abbia un particolare effetto tecnico, cioè una funzione ulteriore rispetto alla normale interazione con la macchina.

Se siamo di fronte ad un software con queste caratteristiche dobbiamo interrogarci su che cosa in concreto sia più utile brevettare, quale elemento del software sia davvero caratterizzato da quella novità e unicità che merita di essere difesa dall’utilizzo e sfruttamento di terzi, in quanto originale e innovativa.
Come nasce un software? Il punto di partenza è l’algoritmo, che possiamo definire come un metodo o una strategia che risolve un problema attraverso una sequenza finita di passi. L’algoritmo si rappresenta visivamente con un diagramma di flusso, dal quale si procede alla fase di codifica dell’algoritmo: il programmatore crea così dall’algoritmo il codice sorgente, cioè il testo dell’algoritmo scritto in linguaggio di programmazione. Il codice sorgente viene quindi tradotto in un file eseguibile. Ciò che è strategicamente vincente brevettare in questo processo non è il codice sorgente, bensì il metodo alla base del programma, e quindi l’algoritmo. E questo perché se il codice sorgente è la scrittura dell’algoritmo, proteggendo il metodo, cioè l’algoritmo, si proteggono anche tutti i modi possibili in cui tale metodo può essere tradotto, cioè tutti i possibili codici sorgente.

Le “pillole” sulla proprietà industriale che abbiamo analizzato spiegano come si tratti di una ricchezza dell’impresa per due fondamentali aspetti:

in primo luogo come diritto di privativa, cioè la possibilità di vietare a chiunque altro, successivamente al deposito del relativo brevetto, di utilizzare la stessa invenzione. Ciò determina un vantaggio competitivo importante, perché permette all’impresa di essere l’unica titolare della relativa invenzione e quindi l’unica a poterla sfruttare. Inoltre la proprietà industriale è un bene soggetto a valutazione e valorizzazione economica, viene iscritta in una voce specifica dell’attivo dello stato patrimoniale (immobilizzazioni immateriali), e può essere oggetto di sfruttamento, attraverso contratti di cessione che fanno maturare royalties in capo all’impresa titolare del brevetto. Infine, per le startup la protezione brevettuale aumenta il grado di appeal per gli investitori e finanziatori istituzionali, accrescendo di gran lunga le possibilità di sviluppo del business per le nuove realtà imprenditoriali.

La creatività e le invenzioni che da essa nascono sono un elemento essenziale per un business vincente e quindi devono essere debitamente protette, valorizzate e sfruttate.



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