ATTUALITA': I prodotti di eccellenza Made in Piemonte

I mille volti del Piemonte: terra di confine, ma patria dell’Unità d’Italia, gelo delle vette alpine e mitezza dei suoi laghi, fotografia del boom economico del dopoguerra e fortissimo legame con le più antiche tradizioni contadine, fonte del Grande Fiume ma sempre più assetata dalla siccità. Un territorio modesto e schivo, elegante e riservato, testardo, concreto e coraggioso, come i suoi abitanti, unici fautori di tutte le sue eccellenze. Durante la battaglia di Assietta, nel 1747, i Piemontesi respinsero l’esercito francese, dieci volte più numeroso, al grido di “bogia nen”, “non muoverti” nel dialetto locale. Proprio così: i Piemontesi/Bogianen non ripiegano mai, non arretrano e vincono. Ed è così che grazie al connubio tra storia, magnifico territorio e gran carattere dei suoi abitanti, il Piemonte è uno dei più importanti ambasciatori del made in Italy.


Si è svolto l’8 e il 9 novembre nella magnifica cornice della Reggia di Venaria Experience Piemonte, vetrina internazionale per il made in Piemonte ed occasione di molte riflessioni sulle eccellenze dei prodotti piemontesi e delle sue imprese.

 
Alcuni dei settori storicamente di maggiore rilievo dell’industria piemontese sono l’agroalimentare, design e industria creativa, il comparto orafo, ed il settore tessile.

 
Il settore agroalimentare piemontese ha realizzato 7,4 miliardi di export nel 2020 prodotto da 58.500 imprese del comparto, forte di 100.000 addetti. Il Piemonte vanta 18 vini DOCG, 41 vini DOC, 14 prodotti DOP, 9 prodotti IGP, 343 prodotti PAT e 36 presidi Slow Food. Oltre ai produttori, importante contributo al comparto è offerto dall’industria dei macchinari agricoli e attrezzature per agroalimentare e bevande.
Il Piemonte produce il 60% del riso italiano, posto che il nostro Paese ne è il principale produttore europeo. Il riso è il cereale più consumato dall’uomo, è presente in tutte le tradizioni culinarie mondiali ed è la base dell’alimentazione per circa metà della popolazione del mondo. Il riso piemontese si fregia anche di una DOP con il Riso Baraggia Biellese e Vercellese. Il distretto del riso piemontese comprende vasti territori delle province di Alessandria, Biella, Novara e Vercelli e la coltivazione, presente sul territorio dal XV secolo, ha determinato la creazione di un ecosistema nuovo, grazie alla sapiente interazione dell’uomo con il territorio.
Il Piemonte ha prodotto, nel 2022, 2.41 milioni di ettolitri di vino, e l’80% di tale produzione deriva da vini a denominazione, prodotti da una ventina di vitigni autoctoni, tra cui Barbera, Freisa, Grignolino, Malvasia, Moscato, Ruchè. Ma al di là dei numeri, il fascino e la ricchezza del territorio vitivinicolo piemontese consiste in ciò che la coltivazione della vigna ha creato nel tempo; concetto magistralmente riassunto nella motivazione che nel 2012 ha condotto l’UNESCO a nominare i territori vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato Patrimonio dell’Umanita’: “I vigneti di Langhe-Roero e Monferrato costituiscono un eccezionale esempio di interazione dell'uomo con il suo ambiente naturale. A seguito di una lunga e lenta evoluzione delle competenze vitivinicole, si è perseguito il miglior adattamento possibile dei vitigni a terreni con specifiche componenti pedoclimatiche, che di per sé è legato alla competenza enologica, diventando così un punto di riferimento internazionale. Il paesaggio vitivinicolo esprime anche grandi qualità estetiche, tanto da renderlo un archetipo del vigneto europeo”.
Il riso e il vino vanno poi a braccetto con le altre due eccellenze agroalimentari della Regione: il tartufo bianco ed il cioccolato. Il tuber magnatum pico, Re della cucina piemontese, presente nel sottosuolo di Langhe e Monferrato, è prodotto di assoluta eccellenza riconosciuto a livello mondiale, ricercato da chef stellati e da ricchi buongustai di tutto il mondo. Non si contano le fiere anche internazionali che da ottobre a dicembre di svolgono sul territorio e che hanno per protagonista il gustoso tubero. All’ultima asta mondiale del tartufo che si tiene ogni anno nel magnifico Castello di Grinzane Cavour è stato battuto un lotto da 1 chilo e 4 grammi; la gara tra le sedi di Vienna, Singapore, Francoforte e Hong Kong ha visto quest’ultima vincitrice per 130 mila euro.
Nel 1560 in occasione della decisione di Emanuele Filiberto di Savoia di spostare la sua capitale da Chambery a Torino, venne offerta a tutti i torinesi una tazza di cioccolata calda. E così è nata la storia d’amore tra il Piemonte ed il cioccolato: si dice che Cavour non rinunciasse mai a riflettere davanti al suo Bicerin, bevanda a base di caffè, cacao e crema di latte. La svolta commerciale si ebbe con l’invenzione dei cioccolatini: con la semplice solidificazione della cioccolata si ottenne uno dei prodotti più iconici del made in Italy. Nel 1865 nasce a Torino il gianduiotto, con il suo magico ingrediente che lo rende unico: la nocciola bianca delle Langhe; e poi ancora il cremino, cioccolatino fatto di tre strati, gianduia, cioccolato e nocciola, ed il boero, il cioccolatino al liquore. Oggi Torino ed il Piemonte hanno il primato europeo di produzione di cioccolato, nonché una eccellente scuola di maestri cioccolatieri. Il ciclo di produzione sul territorio è completo perché va dalla lavorazione dei semi di cacao, alla preparazione delle paste semilavorate fino al confezionamento. Le eccellenze del settore non si contano ed hanno dato vita a grandi realtà industriali che hanno fatto della tradizione la base del loro successo – basti pensare alla crema spalmabile alla nocciola di Alba-, affianco a molti produttori artigianali di assoluta qualità.

Torino ha saputo trovare la chiave del suo sviluppo postindustriale nel design: prima capitale mondiale del design nel 2008 e poi ancora nel 2017, Citta’ Creativa Unesco per il design dal 2014. Anche questo settore restituisce numeri di pregio: più di 2500 aziende e studi professionali, più di 72.000 addetti, 14 miliardi di fatturato, 64% di export. Alcuni prodotti di design piemontese sono così iconici che hanno trovato posto nei più importanti musei mondiali: è il caso della FIAT 500 e della moka Bialetti, esposte al MOMA di New York, ed entrate a pieno titolo nei capolavori dell’arte moderna. Ma tante sono le creature piemontesi del settore: chi non conosce i car designer Giugiaro e Pininfarina, o il Divano Bocca Gufram?
Le eccellenti scuole di design presenti sul territorio, hanno creato una nuova generazione di designer che, anche con l’utilizzo delle tecnologie di avanguardia, sono riusciti a penetrare i più svariati settori economici: dai servizi, alla manifattura, dallo space al faschion. Sul territorio infatti, affianco alle imprese che hanno il design come core business, vi sono importanti realtà industriali e artigianali design driven, cioè che inseriscono il design come punto fondamentale della loro filiera, per creare un prodotto non solo di alta qualità ma, appunto, di design.

 
Un comparto che senza dubbio si poggia fortemente sul design è il settore orafo, che ha in Piemonte un polo di grande interesse: il distretto di Valenza.
Si tratta del distretto orafo più antico e rinomato del nostro Paese e vanta oggi circa 700 imprese, di cui 540 artigianali e 4200 addetti. Valenza lavora in un anno 30 tonnellate di oro ed il 90% delle pietre preziose importate in Italia. L’attività orafa sul territorio nasce alla metà del 1800 e presenta da subito una spiccatissima propensione per l’export: se i primi orafi, personalmente viaggiavano con i loro gioielli e li consegnavano a domicilio ai clienti, specialmente in sud America, oggi la vocazione all’esportazione non è certo venuta meno: nel 2021 Valenza ha esportato per quasi un miliardo e mezzo di euro. Il comparto orafo è specializzato in tutta la filiera: scuole di formazione e specializzazione, produzione di macchinari ed attrezzature, ideazione e produzione di gioielli in oro e platino di alta gamma, nonché lavorazione, taglio e modellatura di pietre preziose. Punto di forza delle imprese del settore consiste nella creazione di pezzi unici e personalizzati, secondo la migliore tradizione artigianale del made in Italy. Accanto alle molteplici piccole imprese artigiane, Valenza ha dato i natali a Damiani negli anni 20, ha saputo attrarre importanti maison internazionali della gioielleria di alta gamma, come Cartier, colossi industriali come Bulgari. Recentemente Pomellato ha manifestato interesse per il polo valenzano acquisendo quote di realtà imprenditoriali della zona.

 
Il distretto tessile del Biellese pone le sue radici nel medioevo, dove l’attività tessile è già regolamentata negli statuti, con il 500 e 600 si sviluppa la figura del mercante tessile che raccoglie le produzioni artigianali e domestiche del territorio. Tuttavia il salto di qualità si ha all’inizio del 1800, quando viene introdotto il primo telaio meccanico italiano, proprio nella valle di Mosso. Le caratteristiche del territorio hanno da sempre aiutato la produzione in zona: vicinanza con le Alpi e quindi con gli allevamenti e abbondante presenza di acqua, oltretutto priva di residui, ideale per il lavaggio delle lane. Ciò ha permesso la creazione dell’unico distretto tessile europeo dove si svolge l’intera filiera produttiva: dalle lane sudicie al confezionamento. Le imprese della zona producono filati in lana di altissima qualità, per lo più con lane australiane, cashmire, pelo di cammello, alpaca, vigogna e mohair. L’industria tessile biellese è sempre stata particolarmente attenta all’ecosostenibilità dei prodotti, al basso impatto ambientale, alla riduzione delle immissioni, al welfare animale. Oggi con le nuove tecnologie, nel comparto si investe per la produzione di filati di origine vegetale come il bambu’. Il tessile per l’abbigliamento conosce, nel biellese, molteplici aziende artigianali di piccole dimensioni, ma che lavorano in nicchie di mercato di alto livello, e i colossi del settore a livello mondiale come Ermenegildo Zegna Loro Piana, Miroglio, Fratelli Cerruti, solo per citarne alcuni. Il distretto biellese nel 2022 ha esportato per 4 miliardi di euro.

 
La variegata produzione piemontese ha caratteristiche uniche: parte dall’artigianalità e si sviluppa fino alla grande industria, mantenendo saldissimi i legami con la qualità, la cura del dettaglio, la creatività, tipici, appunto, del mondo artigiano.

Ti possiamo aiutare?

Oppure compila il modulo per essere ricontattato

Campo non valido
Campo obbligatorio.
Inserire una e-mail valida.
Campo obbligatorio.
Campo non valido
Campo obbligatorio.
Campo obbligatorio.
Campo non valido
Campo obbligatorio.

dichiaro di aver letto e ben compreso Informativa Privacy & Cookies ex art. 13 GDPR

Invia